🇪🇸 CaminoDeSantiago2019 🎒 ElCaminoEsLaMeta

 #CaminoFrancés

#fromSarriaToOcean

E’ durante le vacanze di Natale che decido di regalarmi questo viaggio che sogno da tanto. Ancora una volta posso dire che tutto capita al momento giusto.

DAY 1 

Il 25 Aprile parto da Milano volando a Santiago, poi in auto arrivo a Sarria sotto un temporale da spavento. Dentro me prego che tutta l’acqua che deve scendere, scenda oggi e non domani…ma naturalmente non sarà così.

Alle 9.30 del 26 Aprile esco dall’albergo felice e calma, mi sembra anche di essere mattiniera quindi mi prendo pure il tempo di scattare qualche foto. Qui a Sarria il cielo è blu e il sole brilla, entro nel negozio dove il giorno prima avevo preso la credenziale, per comprare anche la mitica “concha” la conchiglia da appendere allo zaino. Sorrido a tutti i Pellegrini in Cammino, accendo la musica bassa bassa, proprio da sottofondo, e sfodero il miglior “Buen Camino!” ogni volta che incontro qualcuno con lo zaino in spalla. Esco dal paese seguendo le inconfondibili frecce gialle e le colonnine con la conchiglia su sfondo blu, leggo i km che mancano a Santiago: 114 da fare in 5 tappe (poi andrò su fino a Fisterra per un totale di 180 km) sono serena e allegra. Come finisce la prima salita il cielo si fa minacciosamente grigio, il vento freddo sia alza forte e in un attimo comincia a piovere. Sono partita per questo viaggio da sola, ma in mezzo ad altri “pilgrim” è comunque un divertimento anche sotto la pioggia.

Verso le 15.30 e dopo circa 23 km arrivo a Portomarin, la fine della prima tappa. Cerco subito l’Hotel per farmi la doccia e mettermi qualcosa di caldo, poi penserò a gustarmi un buonissimo panino con Jamón Serrano, seduta di fronte alla Chiesa del piccolo paese sul fiume.

Il clima sul Cammino e in questi paesini che vivono solo di Pellegrini è spettacolare, non si può quasi descrivere, siamo già tutti accomunati da un senso di pace e libertà. Ci si saluta sempre, a volte si parla un pochino in un mix di inglese-spagnolo mimando tutto quello su cui non troviamo le parole, e poi ci si lascia liberi di andare, proseguire così, spontaneamente. Da dove vieni? che Cammino stai facendo? è la prima volta? come ti chiami? Buen Camino!

DAY 2 

Dormo poco, ho voglia di rimettermi subito sul sentiero, ma è buio e fa freddo, quindi aspetto le 8 per fare colazione chiacchierando con Pedro, il proprietario dell’Hotel..e poi via sul Camino, direzione Palas de Rei. La Galizia ricorda l’Irlanda, quindi mi piace da morire con questi colori intensi, il cielo passa continuamente dal grigio piombo delle nuvole di poggia al blu alto-mare, e il verde brillante dei prati con l’erba alta è macchiato solo dai fiori gialli e bianchi. Il Cammino è sempre ondulato, prevalentemente in salita, i piedi cominciano a dare segnali di voler uscire dalle scarpe e le spalle chiedono di posare lo zaino. Non ci bado, ascolto solo la musica e non mi fermo mai, tranne tutte le volte che si può timbrare la Credenziale con un bel “sello” (timbro). Non piove ma c’è vento, fa un bel freschino per questi 24-25 km, quindi arrivo a destinazione come una vera Pellegrina, con il solo desiderio di fare una doccia calda e mettermi le infradito, ormai dichiarate patrimonio dell’Unesco, fino al giorno dopo!

A queste giornate da Pilgrim, ora si aggiungono 3 riti fondamentali: cercare uno di quei piccoli supermercati per prendere qualcosa da mangiare, fare un bucato veloce di calze e maglietta, e cambiare i cerotti ai piedi. Ad ogni arrivo si sbendano le dita e ad ogni partenza si ri-incerottano per bene, in modo da salvare i piedi fino alla fine.

Palas de Rei resterà indimenticabile per un bellissimo “sello” in ceralacca, il primo magnifico tramonto dalla finestra della camera e per la notizia “pesante” arrivata dalla mia famiglia a casa, un attimo prima di addormentarmi. Poi non ho quasi dormito ma forse…non avrei potuto trovarmi in un posto migliore per salutarti come si deve, caro Gianni.. il mio zaino ora sarà un po’ più pesante ma ti porterò fino all’Oceano..

 

DAY 3

Alle 8.30 sono già sul Cammino, il cielo è limpido, in un attimo si alza caldo il sole e resterà rovente fino a sera. Questi 30 km fino ad Arzua si sentono tutti, dal primo all’ultimo e la sera, dopo il bucato e la cena, crollo sul letto secca. Il mio Hotel è dall’altra parte del paese, su un curvone della provinciale, dalla finestra si vede il bosco che dovrò raggiungere il giorno dopo…leggo qualche pagina del mio libro e finalmente dormo.

Cosa si impara sul Cammino? ad essere totalmente liberi. Liberi di parlare, di restare in silenzio, di ascoltare i propri pensieri, di lasciarli andare. Sul Cammino non si è mai davvero soli e non è obbligatorio socializzare costantemente. Salutarsi sempre con sorrisi disponibili e sguardi attenti sì, ma rispettando la libertà di ognuno a godersi il Cammino come preferisce. Ci si muove avendo spesso qualche Pilgrim poco più avanti o indietro, ognuno decide la propria velocità e modalità. L’unica cosa sempre in comune è lo Spirito aperto con cui si procede verso la propria destinazione.

Le colonnine segna km sono sempre una sorpresa, a volte hanno piccoli bigliettini fermati con qualche sasso, altre solo una piccola torretta di sassi o delle scarpe appoggiate lì. Messaggi scritti su cui riflettere se ne trovano tanti e tutti meritano di essere letti almeno una volta, quindi sarebbe un vero peccato camminare troppo spediti o a testa bassa rischiando di perdersi questi ricordi speciali. Riscoprire il ritmo lento è fa-vo-lo-so!

   

 

  

DAY 4 

Ormai ho il bioritmo del vero Pellegrino, mi alzo alle 6.30 e per le 8 sono già fuori, con il sole che deve ancora salire a scaldare la giornata. Fino alle 11 fa freddino ma c’è una luce stupenda e l’atmosfera è ovattata. Dormo poco per le mie abitudini eppure sono riposata (o almeno ho questa sensazione). La sera tolgo le scarpe e penso che non riuscirò più a rimetterle il giorno dopo, invece alla mattina i piedi (incerottati) entrano docili e non si lamentano fino a sera, quando ritroveranno le sospirate infradito.

Arzua-O Pedrouzo vola! 22 km circa, senza neanche sentirli. A questo punto sono un tutt’uno con la Strada, la modalità nomade è un limbo perfetto dove si pensa solo all’essenziale, ed è davvero sorprendente sentirci felici in maniera molto semplice, solo con quello che riusciamo a mettere nel nostro zaino e trasportare sulle nostre spalle. Mi ricorda molto gli anni spensierati vissuti da Scout.

La giornata è calda e ventilata, alla sera siamo tutti piacevolmente arrostiti.

Sono 4 giorni che vedo un sacco di gente e alcuni comincio a riconoscerli quando li rincontro..e ogni volta ci si saluta con un misto di sorpresa, affetto e gioia. Fa molto ridere ma anche piacere questa cosa tra Pellegrini! Manuel, Robert, John, Katia e Tiziana, i tre ragazzi spagnoli, la coppia di Portorico, i 2 con il kilt, le due ragazze scozzesi, le due simpatiche tedesche, George dalla Malesia, Florence da Yuma, le tre Texane che non trovavano l’albergo, i 2 ragazzi giapponesi, la coppia di coreani, il ragazzo col poncho sulla strada per Fisterra, Cristina di Courmayeur che mi consiglia la Senda Litoral e la famiglia di Washington con cui sarò sempre legata dal ricordo della “manina dell’amicizia” regalataci dal Responsabile dell’Ufficio del turismo proprio davanti alla colonnina km 114 di Sarria, la nostra partenza.

…insomma, si cammina a passi lenti nel mondo, facendone parte con grande disponibilità e apertura. E’ la sensazione che adoro e che si rinnova in ogni viaggio.

Qui ho un albergo ad altri 2 km di cammino ma così figo e pulito che resto in doccia 20 minuti buoni, poi lavo un po’ di roba e riesco pure a stendere il bucato in giardino, si asciuga in meno di 1 ora. La “Galizia Irlandese” di 2 giorni fa sembra un ricordo lontanissimo.

Ci alziamo all’alba e andiamo a letto al tramonto, che bello ogni tanto seguire davvero il ritmo della natura, senza altri pensieri.

Domani arriverò a Santiago, faccio finta di non pensarci e cerco di addormentarmi subito..

DAY 5 

Non c’è più verso di fare tardi al mattino, alle 6 sono sveglia come un grillo e alle 7.30 già per strada. Si entra subito in un bosco, siamo un gruppetto sparpagliato, tutti in silenzio e a passi calmi, nessuno si fa prendere dalla frenesia di arrivare a Santiago, è straordinaria questa calma rilassante, questa alba nel bosco senza altri suoni che i passi leggeri e controllati dei nostri piedi sul sentiero di morbido sterrato. Camminare bene con quasi 8 kg di zaino conservando perfettamente i piedi per 180 km è davvero un’arte che sto affinando giorno dopo giorno, e arrivare alla prima grande destinazione senza neanche una vescica, mi rende ancora più felice e totalmente abbandonata a quello che mi riserverà la lunga giornata di oggi.

Man mano che ci avviciniamo sale l’emozione e ad un tratto, da un piccolo colle si vedono già le guglie dell’immensa Cattedrale di Santiago. E’ fatta, sorrido come una tonta per quasi altri 5 km e finalmente passo sotto l’arco con il magico suono delle cornamuse che accompagnano i Pellegrini durante gli ultimi scalini prima di arrivare nella Piazza più importante della città. C’è una luce abbagliante, c’è una gioia pacifica e silenziosa, nessuno urla o salta, tutti cercano solo un angolo dove sedersi, togliere lo zaino e restare lì fermi a guardare e fare foto, mentre la fatica esce e si libera insieme allo stupore per essere davvero arrivata lì a piedi camminando per 5 giorni di fila! Sono tutti seduti direttamente per terra, solo io ho messo l’asciugamano sul selciato prima di sedermi…ecco perchè a casa mi chiamano Furio! 🙂

Ora, per forza, bisogna scendere a prendere la Compostela, zoppichiamo tutti un pochino e sembriamo reduci da una Maratona. Si fa la fila nell’ufficio del pellegrino e al proprio turno si aspetta che la Compostela e il Certificato di distanza (115 km effettivi) vengano compilati a mano e in latino. Chiedono lo scopo del Pellegrinaggio: Spirituale, Sportivo o Religioso. Rispondo la prima, la Signora che sembra una nonnina si alza per congratularsi e mi stringe la mano con un affetto che mi commuove. La saluto come una parente cara e torno in piazza dove nel frattempo sono arrivati un po’ Pilgrim che ormai conosco, quindi scambio grandi abbracci sorrisi e saluti con tutti prima di lasciare Santiago. Ci tornerò tra 3 giorni, perchè il mio viaggio non è finito, ho un’altra meta da raggiungere…l’adorato Oceano Atlantico!

Prendo il bus fino a Muxia e risalgo qualche km a piedi fino alla punta, per ammirare finalmente il Santuario della Virxe da Barca e l’imponente monumento di pietra ” La Herida” in riva ad un Oceano mosso e grigio, un vento forte e un cielo carico di pioggia. Lo spettacolo della natura selvaggia è sempre una meraviglia affascinante, ma è tardi, è già ora di andare a dormire, domani mi aspettano più di 30 km, direzione Fisterra, devo tornare in albergo e riposare..

  

DAY 6

Quasi non punto più neanche la sveglia, alle 6.30 sto già pensando a sistemare i cerotti con calma, faccio la solita abbondantissima colazione e alle 8.20 lascio Muxia costeggiando per un po’ l’Oceano. Poi entro nei boschi per fare una lunga traversata fino al lato opposto del promontorio. Nel punto più alto del valico, con le immense pale eoliche che girano frusciando, si mette a piovere e tira un vento fortissimo, ma per fortuna la pioggia smette in fretta e per il resto del tempo nuvole e vento impediscono di avere troppo caldo, quindi mi godo il clima perfetto per stare in movimento. Incontro pochi Pilgrim su questo Camino rispetto a qualche giorno fa, quindi c’è ancora più tempo per pensare, rilassare la mente e ascoltare musica.

Lasciata anche l’ultima parte di bosco, arrivo su strade e stradine, attraverso piccoli villaggi e mi riposo un attimo da Aurora, che ha allestito il suo giardino  come un fantastico Descanso del Peregrino. Questa generosità semplice e genuina è ancora una volta commovente.

Ormai a destra si vede l’Oceano, è a soli 10 km, manca davvero poco..così mi sembra…ma una volta arrivata in paese, devo salire almeno altri 5 km per arrivare davvero alla “fine del mondo”: l’inconfondibile faro di Fisterra.

Qualche foto al km 0,000, la fine ufficiale del Camino de Santiago, e poi veloce sulle rocce oltre il faro, a lasciare, come da rito, qualcosa della mia vita..lascio le bandierine tibetane e la spilletta di Salute allo Specchio che avevo sullo zaino per tutto il viaggio, immortalo il famoso scarpone sulla roccia e libero un po’ di pensieri nel solito vento oceanico, forte e freddo.

Ecco, ora ho raggiunto davvero anche la mia seconda meta. E’ tardi, devo scendere altri 5 km fino all’Hotel, mi avvio.. Chiudo la giornata con circa 40 km percorsi, i piedi un po’ accaldati e una pace infinita in ogni parte di me.

Domani mi alzerò per vedere l’alba dalla finestra della mia camera che guarda proprio sulla spiaggia, passerò la giornata limpida senza una nuvola sulla bellissima Playa de la Langosteria camminando a piedi nudi nell’Oceano cercando conchiglie, ma senza fare il bagno perchè il vento sarà freddissimo e l’acqua gelata. Poi dopo aver girato un po’ il paese, salirò di nuovo al faro per vedere il tramonto, in silenzio con tantissimi altri Pilgrim, tutti con gli occhi incantati ad aspettare che il sole scenda oltre l’Atlantico. Salendo passerò di nuovo vicino alla statua del Pellegrino…tutti lo salutiamo appoggiando la mano sulla piccola sacca che tiene al fianco, infatti brilla lucida e liscia.

Dopodomani all’alba sarò di nuovo alla finestra e poi in spiaggia a salutare questo posto semplice e magico, l’aria sarà tersa come il cielo. Tornerò in bus a Santiago (passando ancora una volta da Muxia), tornerò alla Cattedrale e comprerò un po’ di regalini. Poi in aereo tornerò a casa.

180 km indimenticabili, viaggiando leggera, attraversando una parte di mondo con lo spirito totalmente libero e in pace.

Buena Vida Amigos!